La biografia

Chris Leo e Toko Yasuda, dopo la loro dipartita dai Van Pelt, volevano formare una nuova band. Così decisero di dar vita ai Lapse, senza avere ancora chiaro in mente se codesta scelta sarebbe stata definitiva. Il dubbio, infatti, era: meglio partire con dei lavori per conto proprio o iniziare subito a suonare insieme? Bene…..due album, due anni, otto batteristi ed una serie infinita di tour europei e statunitensi prima di quella scelta, non potevano essere dimenticati. Cominciarono a discutere, scrutandosi reciprocamente negli occhi. Nel corso dell'incontro nacque la prima composizione del duo e fu oramai evidente che era nato ...il gruppo! Il primo album realizzato dai Lapse è stato"The Betrayal" - con Dave Leto dei Rye Coalition alla batteria nella maggior parte dei brani -, seguito dal più recente "Heaven Ain't Happen". Il suono dei Lapse non si discosta molto da quello che caratterizzava i Van Pelt (ossia un post-emocore che ha negli Unwound i suoi maggiori rappresentanti). Prima di quest'avventura, Chris aveva suonato, all'inizio degli anni novanta, in una band post-hardcore chiamata Native Nod - età media 16 anni! -, mentre nello stesso periodo Toko era una componente dei Blonde Redhead. Come detto in precedenza, le loro strade si sono successivamente incrociate quando entrambi facevano parte dei Van Pelt, con cui hanno inciso due album, numerosi singoli ed alcuni e.p., riscuotendo un grosso successo sia di critica che di vendite.

Discografia

  • HEAVEN AIN'T HAPPENIN' lp/cd (Southern)
  • BETRAYAL! (GER37) lp/cd (Gern Blandsten)

The Van Pelt:

  • Stealing From Our Favourite Thieves LP/CD (Gern Blandsten)
  • Sultans Of Sentiment LP/CD (Gern Blandsten)
  • The Speeding Train 7 Inch/CDep (Art Monk Construction)

Native Nod:

  • Bread 7" (Gern Blandsten)
  • Answers 7" (Gern Blandsten)
  • Today Puberty, Tomorrow The World...CD (Gern Blandsten)
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La recensione
  Heaven Ain't Happenin' - (Southern)
Torna all'azione la premiata ditta Leo&Yasuda! Binomio, questo, che già in passato aveva lasciato profondo il proprio segno, in quanto colonna spinale dei The Van Pelt, nella scenda indie a stelle e strisce. Ma anche separatamente i due hanno ricoperto, in un passato più o meno recente, ruoli di primissimo piano; Chris Leo con i suoi Native Nod, teenage emo band di vero culto per un'intera geneazione di punk rockers, e Toko Yasuda con i Blonde Redhead dei fratelli Pace. Chiusa l'epopea The Van Pelt con quell'incredibile album che è "Sultan Of Sentiment", i due si concentrano sul progetto The Lapse. Ed eccoci a "Heaven Ain't Happenin'". Rispetto al precedente "Betrayal!", i retaggi hardcore sono meno accentuati e filtrati attraverso una visione generale più "post" tendente, per chiarirci meglio, più verso i Blonde Redheaad che verso i Van Pelt. O quantomeno in una formula più bilanciata considerando l'equazione Leo + Yasuda = Lapse e tutti i fattori sopracitati. Ma attenzione! Non si tratta dell'ennesimo lavoro catalogabile come post rock. O almeno non del tutto. Certo, alcune scelte stilistiche e concettuali sono riconducibili a quell'area musicale, in particolare quando i toni implodono e vanno a creare suggestioni ipnotiche di grande effetto. Ma la componente emotiva è sempre lì pronta a mitigare il tutto, riuscendo ad avvicinare i nostri tanto agli Unwound quanto ai Promise Ring. "Buffet", che apre il nuovo disco, è puro spettacolo, nonché l'esempio perfetto della filosofia The Lapse. Emozione e spigolosità, cuore e testa, radici e ricerca. Tutto "Heaven Ain't Happenin'" si muoverà su queste coordinate. Una malinconia e una dolcezza di fondo squarciata in più punti da soluzioni ora "post" ora rumorose, dall'etica inconfondibilmente hardcore, affidata sia alla tagliente voce di Leo che al singing suadente di Yasuda. In più, un paio di chicche: "Ha Chi", cantata in giapponese e "Basilico Basilica", nella quale si rende addirittura omaggio a "Funiculì Funiculà"! Di elementi d'interesse ce ne sono a profusione quindi, per un disco stupendo e a tratti sorprendente, che saprà farvi innamorare fin dal primo ascolto. Imperdonabile ed inammissibile farselo scappare. (Giulio Pescatori)
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